Coreplast — Il controllo di gestione in un’impresa che lavora su commessa
Quando ogni cliente chiede un prodotto diverso, il margine si decide commessa per commessa.
La domanda da cui siamo partiti
«Quali clienti ci fanno crescere, e quali ci tengono soltanto impegnati?»

Il problema
Un’impresa che produce su commessa lavora ogni giorno per clienti diversi, con materiali, lavorazioni e prezzi diversi. Il bilancio dice a fine anno quanto ha guadagnato l’impresa nel suo insieme, ma non quale commessa ha prodotto quel risultato e quale lo ha eroso. Intanto il magazzino di materie prime e prodotti finiti cambia ogni mese e sposta il risultato in modo che, senza una lettura attenta, nessuno vede.
Che cosa è stato costruito
Una situazione gestionale mese per mese, con il conto economico letto per margini, il punto di pareggio e il fatturato minimo da raggiungere. Un budget di tesoreria. Una scheda per ciascun cliente e per ciascuna commessa. E la ricostruzione dello storico degli ultimi anni in un unico modello, letto sempre con gli stessi criteri.
Come abbiamo lavorato
Il ritmo è mensile, insieme all’amministrazione dell’azienda: ogni mese arrivano i numeri, comprese le rimanenze stimate, e ogni mese si legge che cosa è cambiato. Abbiamo tenuto fermi i criteri da un anno all’altro, perché un confronto regge solo se si misura sempre allo stesso modo. Lo storico ricostruito serve proprio a questo: vedere la direzione, non soltanto la fotografia del mese.
Che cosa resta all’impresa
Una mappa dei clienti e delle commesse che dice dove si crea il margine e dove si disperde. E una domanda nuova da porsi prima di accettare un ordine: questa commessa ci fa crescere, o ci tiene soltanto impegnati?