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Nicola Parrinello

Dottore Commercialista Revisore Legale Consulente strategico

Lavori svolti

Famiglia D. — La holding di famiglia e il passaggio alla seconda generazione

Proteggere ciò che il fondatore ha costruito, senza togliere spazio ai figli.

La domanda da cui siamo partiti

«Come restiamo uniti quando l’impresa passerà ai ragazzi?»

Un ulivo antico dal tronco contorto e un ulivo giovane crescono nella stessa terra, e sotto il suolo le loro radici si intrecciano in un unico disegno.

Il problema

Il gruppo era cresciuto per decenni attorno al suo fondatore. Gli immobili, frutto di una vita di lavoro, stavano nella stessa società che svolge l’attività operativa, in un settore in cui i rischi sono parte del mestiere. I figli lavoravano già nell’impresa, con ruoli veri, ma le regole che un giorno avrebbero dovuto governare il loro rapporto non erano scritte da nessuna parte. Il passaggio generazionale era il tema che tutti sapevano importante e che nessuno aveva ancora messo all’ordine del giorno.

Che cosa è stato costruito

Una capogruppo che riunisce le partecipazioni della famiglia, nata con il conferimento delle quote secondo il regime che la legge prevede per queste operazioni. Un piano strategico pluriennale del gruppo, approvato da tutti i soci. Una società dedicata al patrimonio immobiliare, destinata ad accogliere gli immobili e a separarli dal rischio dell’attività industriale. Un patto fra i soci che scrive, adesso, le regole fra il fondatore e la generazione che viene.

Come abbiamo lavorato

Abbiamo cominciato guardando il gruppo come un sistema, non come una somma di società: strategia, numeri e persone letti insieme, con gli strumenti della Balanced Scorecard accanto a quelli dell’analisi finanziaria. Gli incontri con la famiglia sono venuti prima di qualunque bozza, perché in un’impresa familiare le aspettative non dette pesano quanto i bilanci.

Poi abbiamo seguito un ordine preciso: prima le decisioni, poi gli atti. Il piano strategico è stato approvato dai soci prima che si muovesse un solo immobile, così ogni passaggio successivo ha una ragione scritta e condivisa. Dove i documenti non bastavano per una valutazione definitiva lo abbiamo detto, indicando l’ipotesi adottata e la verifica che serviva per confermarla.

Che cosa resta alla famiglia

Una struttura in cui ciascuno conosce il proprio ruolo e il patrimonio costruito in una vita è al riparo dai rischi del lavoro di ogni giorno. Soprattutto, resta un passaggio generazionale deciso insieme, invece che lasciato agli eventi.

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Raccontami la tua situazione: troveremo insieme il punto da cui cominciare.

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